SaS Principe Gino Fabio Rodolfo Petrucci di Vacone e di Siena
Nato a Roma il 23 marzo 1949, già a 17 anni, viene assunto nell’agenzia investigativa “Luigi Biffignandi”, importante istituto operante dal 1936 con oltre sessanta dipendenti. All’età di 22 anni, avendo dimostrato grandi capacità operative, ne diventa il direttore e persona di fiducia del titolare. Alla morte di Biffignandi viene chiamato a dirigere un’altra agenzia di investigazioni commerciali, la “UFINCO”.In quegli anni, il padre Principe Basilio aveva legalizzato il Sovrano Ordine Ospedaliero di San Giovanni in Gerusalemme – Cavalieri di Malta, ufficializzandolo, grazie al Trattato di Amicizia fra Stati Uniti d’America e Italia del 1908, anche negli USA e ottenendo per l’Ordine un seggio all’ONU come Osservatore.Proseguendo la sua attività nel campo delle investigazioni, nel 1984, diventa direttore dell’agenzia di investigazioni “DETECTOR” e, nel 1990, fonda e dirige la “RADAR AGENCY” in Piazza Barberini a Roma che, nel 2015, per motivi di salute, cesserà l’attività.Durante questi anni, riscuote apprezzamenti e stima da importanti esponenti delle forze dell’Ordine e della Magistratura avendo collaborato in indagini di risonanza nazionale. Infatti, già mentre collaborava alla normale attività dell’Agenzia Biffignandi, nel 1969, scoprì gli autori del furto della propria moto e ne fece arrestare i responsabili. Successivamente ritrovò i genitori di una ragazza che ne aveva perso ogni traccia fin da bambina. Passato all’UFINCO, si occupò delle ricerche di autori di furti importanti di opere d’arte, uno per tutti la “Marina” del Canaletto, sottratto dalla casa di un noto industriale romano. Ebbe modo poi di occuparsi di importanti truffe ai danni di banche nazionali in collaborazione con le forze dell’ordine e diversi magistrati che indagavano sulla corruzione di un loro collega della Corte dei Conti.Fu poi la volta della scoperta di una delle più importanti truffe effettuate con carte di credito. Infatti le cinque più conosciute società emittenti si unirono per dare la conduzione delle indagini alla Radar Agency ovviamente in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri. Dopo vari mesi di lavoro e la scoperta da parte della Radar di un pentito, Petrucci e l’Arma scoprirono il capo dei truffatori-usurai che avevano intascato milioni di lire in danno di dette società. Trentadue persone furono rinviate a giudizio. Fu poi la volta della scoperta di un’altra famosa truffa che portò alla collaborazione anche con la Guardia di Finanza. Un finto sequestro che coinvolgeva una vigilessa della Polizia Municipale di Roma portò all’individuazione di due notai e dieci altre persone coinvolte nella falsa vendita di immobili che finì sui giornali sotto il titolo di “Operazione Domus Aurea “.Altra importante inchiesta fu la ramificazione con la “Ndrangheta” calabrese che personaggi romani avevano messo in piedi insieme ad un ex onorevole dell’allora partito della Democrazia Cristiana nella costituenda “Banca Capitolina del Lazio“ in Largo dei Lombardi a Roma. La collaborazione fra la Radar e il GICO della Guardia di Finanza romana evitò l’apertura di un nuovo Istituto di Credito che avrebbe potuto contare su di un capitale sociale di mille miliardi di lire che sarebbe stato messo a disposizione di una famiglia calabrese legata alla Ndrangheta. Finita anche questa sui giornali sotto il titolo “ OPERAZIONE BLACK ROSE”.Un’altra indagine famosa portò Petrucci fino a San Paolo del Brasile alla ricerca degli autori dell’uccisione dell’ex campione di pallacanestro Giorgio De Kunovich. Con l’aiuto di un collega brasiliano di origini italiane che l’accompagnava nelle ricerche sul posto e nei contatti con la Magistratura e la Polizia, l’investigatore riuscì a trovare la ragazza con cui si era fidanzato il campione italiano. Comprese così che le visite giornaliere presso la giovane che viveva in una delle tante Favelas che attorniavano la città, perdipiù a bordo di una sfavillante auto italiana, avevano attirato sul giovane le mire di due delinquenti che vivevano nell’immensa periferia degradata e, mirando all’auto, non avevano avuto remore ad ucciderlo. Il 1994 vede anche la collaborazione dell’investigatore alla ricerca ed all’individuazione dei tre fratellini “Brigida”, rapiti dal padre in seguito a disturbi nati nei rapporti affettivi fra i genitori, su richiesta del nonno Armando Brigida, dal quale l’investigatore divenuto ormai famoso, non volle mai accettare alcuna remunerazione per i mesi di indagini svolte che portarono purtroppo al ritrovamento dei tre corpicini in un terreno in Via Aurelia a Roma.In tutti questi anni, il Principe Gino Petrucci di Vacone e di Siena non si era mai interessato alla vita dell’Ordine per un chiaro conflitto di interessi ed anche perché non a conoscenza della volontà, del padre espressa già nel 1975 e che la seconda moglie del padre Principe Basilio ne aveva conservata documentazione nell’archivio di famiglia che però sarebbe stata resa nota solo alla morte di quest’ultima avvenuta nel 2010. Il Principe, a quei tempi ancora in attività, aveva concordato con il fratello Arnaldo, per non creare inutili rivalità, che quest’ultimo continuasse la conduzione dell’Ordine. Il documento fu depositato nell’archivio dell’Ordine, registrato e verbalizzato.Nel 2010, Petrucci diventa Guardia d’Onore alle tombe reali del Pantheon.Nel 2015, cessa ufficialmente l’attività della Radar Agency con la riconsegna in Prefettura della licenza.Nel 2017, alla morte del fratello Arnaldo, come prescritto, dichiara un anno di lutto e, il 30 giugno 2018, con una sontuosa cerimonia officiata presso l’Abbazia di Perugia, assume la carica di Gran Maestro del “Sovrano Ordine Ospedaliero di San Giovanni in Gerusalemme – Cavalieri di Malta”.Da quel momento viene azzerata ogni carica precedente ed il nuovo Gran Maestro provvede a nominare il nuovo Governo oltre ad espellere, nei casi previsti dal regolamento, Cavalieri e Dame e nominarne di nuovi.